Dove il Meschio bacia la Livenza

Sabato 23 Aprile 2011

Ruote grosse o ruote “grasse”, come dice qualche mio conoscente.

Queste sono le ruote che ultimamente mi stanno tornando sempre più utili.

Non salgo in collina e non scendo da ripidi pendii, sono ancora all’inizio della stagione e per ora la curiosità è più forte della preprarazione… Quindi gran pianura e meno asfalto possibile.

Giro poco lontano da casa, ma giro dove non s’incontra quasi nessuno, lungo i bordi dei campi, sopra agli argini dei fiumi, a volte proprio lungo le rive, a pochi centimetri dall’acqua.

Vado dove non ci sono strade ma tracciati più o meno battuti, linee naturali o artificiali che mi portano da un punto ad un altro secondo una logica che non è necessariamente una strada.

E gli argini sembrano fatti apposta per questo, i fiumi sembrano le traiettorie più interessanti da seguire in pianura.

Spesso finisco per attraversare qualche proprietà privata, qualche pollaio, passando forse un po’ troppo vicino alle legnaie ed alle aiuole di fiori ed a volte mi ritrovo perfino in qualche cortile, davanti alla porta di casa di qualcuno.

A volte scendo dalla bici, per rispetto del luogo privato che mi trovo ad attraversare, altre volte scendo semplicemente per timore che mi lancino un forcone o per paura di non percepire in tempo l’arrivo di qualche cane più o meno contrariato.

Quest’oggi ho deciso di farla breve ma fatta bene: l’argine sud del Meschio, dal suo ingresso in Friuli fino al punto in cui si getta nella Livenza.

Una manciata di chilometri che però passa attraverso un ventaglio di situazioni differenti.

E ci vogliono ruote grosse, vi avverto!



Correre sugli argini significa sobbalzare di continuo, attraversare tratti con l’erba oltre il ginocchio, costeggiare numerosi cespugli di rovi ed a volte anche tratti sabbiosi e per niente compatti.

Si sale si scende e si risale, muovendosi nell’erba quando il sentiero non c’e’ e, appunto, tra i cortili degli altri quando il fiume non vi lascia altra scelta.

E così, dopo aver scaldato un po le gambe, curiosando in giro per strade e stradine asfaltate, ad un certo punto mi ritrovo presso la piccola località di Vistorta (la via si chiama Strada Campagnola e arriva qui da Cornadella, Sacile).

Qui il Meschio passa tranquillo e decisamente trasparente, tanto da meritare una breve sosta sullo stretto ponte che lo attraversa.

Un pugno di minuscoli anatroccoli si sposta concitato sul pelo dell’acqua, in cerca di qualcosa da sbeccottare. Stupendi, chissà se ce la faranno a tener duro qualche settimana, di quelle dimensioni un predatore ne può far un boccone unico…

Osservo i due argini che seguono il ponte e decido per quello di destra, l’argine che guarda alla piccola chiesa li nei pressi.

S’inizia bene, su terreno compatto che però attraversa subito un cortile con qualche gallina che razzola sulla mia traiettoria.

Passo senza colpo ferire (e senza nemmeno riceverne) e l’argine si arricchisce di piante ben tenute ed aree erbose curate.



E’ un piacere pedalare in queste zone così curate e ben gestite.

Più avanti si scende dall’argine, dentro al largo letto del fiume, per buona parte asciutto.

Tra boschetti di acacia, anse sinuose, argini più o meno curati, dentro a minuscoli tratti di bosco e lungo tratti anche ben batttuti, mi muovo pian piano verso est, verso la località Borgo Schiavoi.

Senza scendere troppo nei particolari, vi segnalo un tratto di argine particolarmente interessante, ben segnato da sentieri che stanno tra la vegetazione ed il limite dell’acqua. Da ovest verso est, tenendosi sempre sull’argine sud, per alcune centinai di metri il meschio si arricchisce di uno o più sentieri che tra terreno compatto e sabbioso credo vengano utilizzati con una certa frequenza da chi corre a piedi o in mtb.



Il tratto termina presso un grande prato dove sorge la casa degli alpini di Sacile (credo siano gli alpini di Sacile).

Escludendo questo tratto centrale su sentiero, il resto del percorso si svolge quasi esclusivamente sull’argine sud del Meschio o dentro il letto del fiume (dove è praticabile).
Arrivati a Schiavoi si attraversa la strada e si tiene sempre l’argine sud.

Oramai siamo vicini, dopo alcune centinaia di metri il Meschio si getta nel Livenza.

Io mi sono fermato qui, ad ammirare trote e cavedani che si divertivano a sguazzare in questo tratto di acque miste, dai colori e dalla velocità così diversi.

Per il rientro ho preferito alcune piccole strade d’asfalto e poi da Vistorta nuovamente l’argine sud del Meschio, ma in direzione opposta a prima, verso il Veneto.

Vi allego anche la mappa, ma consideratela come indicativa, qui si tratta di vedere com’è l’argine al momento e di tenersi pronti a cambiar strada se l’erba è troppo alta o se i cortili son troppo “rischiosi”.

Il Paletto: Un viaggio intorno al mondo che comincia, e si perpetua, come viaggio intorno a sé stessi.

Le basse e limpide acque del Meschio presso Vistorta. Al centro un pugno di anatroccoli piccolissimi.
Le basse e limpide acque del Meschio presso Vistorta. Al centro un pugno di anatroccoli piccolissimi.
La torre storta di Vistorta. La torre è vicina alla chiesa da dove parte il giro (giretto) di oggi.
La torre storta di Vistorta. La torre è vicina alla chiesa da dove parte il giro (giretto) di oggi.
Tra argine e acque del Meschio, spesso s'interpone un po di vegetazione. A volte ci possiamo andare in mezzo a volte il sentiero non c'e' e ci tocca correre sull'argine. Poco male!
Tra argine e acque del Meschio, spesso s’interpone un po di vegetazione. A volte ci possiamo andare in mezzo a volte il sentiero non c’e’ e ci tocca correre sull’argine. Poco male!



Pianta CARNIVORA tipica delle sponde del Meschio... Ok... Ok... È solo un fiore innocuo.
Pianta CARNIVORA tipica delle sponde del Meschio… Ok… Ok… È solo un fiore innocuo.
Il letto del Meschio, in uno dei tratti in cui si riesce a raggiungere l'acqua.
Il letto del Meschio, in uno dei tratti in cui si riesce a raggiungere l’acqua.
Il sentiero che per qualche centinaio di metri scorre rapido lungo l'argine sud del Meschio, fino alla casa degli Alpini. La zona è qui nota anche con il nome di Sassolino beach!
Il sentiero che per qualche centinaio di metri scorre rapido lungo l’argine sud del Meschio, fino alla casa degli Alpini. La zona è qui nota anche con il nome di Sassolino beach!
E qui il Meschio si congiunge alla Livenza! Un attimo di pausa per ammirare trote e cavedani e poi via verso casa.
E qui il Meschio si congiunge alla Livenza! Un attimo di pausa per ammirare trote e cavedani e poi via verso casa.



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