Case Sassi e Santa Augusta in mtb

12 Aprile 2008

Oggi minaccia pioggia ad est e ad ovest!

Resto al calduccio a curarmi il raffreddore o esco a temprarmi?

Decisione difficile, rischio la pioggia e il freddo.

Ci penso su, ci ripenso su, la bilancia non propende da nessuna delle due parti. Ottimo, prendo il bicchiere mezzo pieno e mi auto-legittimo a far quello che ho voglia di fare… Se poi piove pazienza!

Decido per un’uscita veloce in mtb, toccata e fuga.

Ci vuole qualcosa di nuovo, inesplorato ma non lontano dalla civilta’, cosi’ se arriva la pioggia in poco tempo posso girare la bicicletta e rientrare verso l’auto.

Crunch crunch crunch … trovato! Si va verso Vittorio Veneto, per tentare una salita in mtb in zona Santa Augusta.

So gia’ da dove si parte a piedi, presso la famosa scalinata di Serravalle. So anche che si puo’ scendere per una via alternativa sullo stesso versante (la via dell’acqua, segnavia bianco e azzurro) che da sterrata diviene poi cementata ed infine asfaltata, nella parte piu’ bassa.

Proprio questa parte asfaltata m’interessa di piu’ oggi. In particolare, vorrei capire dove inizia, nella sua parte piu’ bassa, visto che solitamente quando scendo a piedi, taglio l’ultimo tratto lungo il letto di un piccolo torrente.

Arrivo a Vittorio Veneto e parcheggio alle spalle della chiesa di Sant’Andrea, forse la piu’ bella di Vittorio Veneto.

Dietro la chiesa, affianco al Pub Re Madruc, c’e’ un grande parcheggio, dove confluisce anche la strada che scende dall’Osservatorio di Piadera, Vittorio Veneto.

Quello che porta all’Osservatorio sarebbe un percorso decisamente interessante, ma molto piu’ lungo e ripido di quel che mi son preposto di pedalare oggi.

Tengo fede ai miei moderati propositi e parto, lasciando il parcheggio in direzione Serravalle.
Poche pedalate e gia’ inizio a scandagliare le vie sulla destra, via Borghel prima e via Vinera subito dopo.

Proprio via Vinera, che inizia stretta tra due case, poco dopo si apre al cielo, pur mantenendosi tra due tipici muretti laterali, cosi’ comuni qui a Vittorio Veneto. Non si allarga di molto, anzi, pare un forzato senso unico per quanto si mantiene stretta.

Prime iniziali salite, tutt’altro che amicevoli. Per un paio di tornanti mi vedo faticare non poco sui pedali. Rimpiango di non aver fatto almeno un paio di kilometri in piano, tanto per scaldare le gambe.

Via Vinera si allarga e sulla sinistra riconosco il piccolo torrente dove di solito taglio verso sud, quando scendo a piedi.

Molto bene, la vista del torrente mi rassicura, sono sulla strada giusta. Insisto, sempre in salita, sempre pedalando a fatica.

Qualche altro tornante alternato da un paio di tratti piu lineari e meno pendenti. Via Vinera si avvicina alla fine.

Il tracciato diviene ora in cemento e se non ricordo male la strada si chiama ora via Sassi.

Neanche a dirlo pure qui la pendenza lascia senza fiato, devo perdere qualche kilo! Fortunatamente dopo un centinaio di metri un breve tratto pianeggiante mi lascia riprendere fiato.

Mi fermo. Qui c’e’ il bivio che sulla sinistra porta verso la salita classica per Santa Augusta. Potrei decidere per Santa Augusta, ma la curiosita’ di vedere dove va a parare via Sassi mi spinge a pedalare un altro po’.

Si sale ancora ovviamente, su fondo sterrato, ed il panorama, gia’ ottimo fin qui, riesce a divenire ancor piu’ attraente. Una sosta dopo qualche centinaio di metri per qualche foto ed un altro po di fiato.

Risalgo in bici e passo un piccolo borgo ristrutturato, che sulla cartina viene denominato Case Sassi. Molto bello, valeva la pena di faticare anche solo pre vedere Case Sassi.

Continuo. La sterrata si fa sempre meno strada e diviene una sorta di largo sentiero su erba.

Incrocio un personaggio in tenuta da caccia o qualcosa del genere. Saluto e mi guardo intorno, mentr eoramai salgo su terreno umido e scivoloso, spingendo la mtb.

Scorgo nascosto tra le frasche un capanno da caccia nuovo. Prego di passare incolume oggi e anche in futuro, non si sa mai!

Sempre a piede, spingendo la mitica mtb, avanzo fino a quando il sentiero si avvicina alla parte boscosa e diviene una traccia leggera.

Ok, puo’ bastare. Mi sono alzato molto, sopra di me scorgo la Costa di Serravalle, dove passa il sentiero che da Sonego va a Santa Augusta. Distinguo proprio le pareti di roccia che formano la parte piu’ suggestiva di quel sentiero. Cerco invano la zona dove anni fa abbiamo pranzato godendo del panorama di cui oggi sono parte; puntino tra i puntini, macchia scura tra cespugli ed alberi.

Lascio la bici e mi addentro nel bosco per una cinquantina di metri. Resto fermo in silenzio a godere dell’isolamento e della totale immersione nella natura.

Nel frattempo una nube densa e bassa s’infila nella piccola gola dove mi trovo e sfreccia sopra la mia testa, minacciosa, veloce e fredda.

Verra’ la pioggia, il vento lo sussurra chiaro agli alberi che mi circondano. Poco male, chiudo il giubbo, riprendo la mtb e lentamente ridiscendo la parte piu’ ripida a piedi.

Ora il terreno e’ un po meno scivoloso. Salto in sella. Inizia la discesa, una lotta contro il tempo e la pioggia … sempre se passo incolume il capanno di caccia!!!

Al bivio per Santa Augusta arrivo talmente lanciato che invece di scendere decido di andare proprio in direzione della Santa.

Ancora non piove, pedalo rapido fino ad arrivare al tracciato della salita classica, su una sorta di lastricato.

Qualcuno usa anche la classica per scendere in mtb. Mi pare di pessimo gusto, salendo apiedi si vedono sempre piu’ marcati i segni dei biciclettari della domenica che non riescono a distinguere dove si puo’ passare e dove invece si dovrebbe andar in punta di piedi. Mi fanno schifo, non hanno alcun rispetto per i posti che li ospitano.

Giro la bici e torno sui miei passi, non saro’ certo io a lascire il segno sula salita per Santa Augusta.

Rapido ripercorro via Sassi e via Vinera. Prendo un po d’acqua, testo i pantaloncini nuovi che scopro, con immensa gioia, essere idrorepellenti!

Ok! Sono alla macchina, posso rimettere la bici nel bagagliaio. Sella nuova, grande e comoda, manubrio nuovo, rialzato e molto piu’ ergonomico del precedente, pantalone corto largo, fighissimo e idrorepellente! Ho fatto solo 4 o 5 km ma mi sono proprio divertito!

Ora mi resta solo da finir di smaltire il raffreddore, sperando che la pioggia non mi regali qualche complicazione. Oggi niente birretta, corro a casa ad infilarmi in doccia … bollente!

santa-augusta-paesaggio-da-via-vinera
Salendo lungo Via Vinera, sbirciando oltr gli stretti muretti iniziali, si scoprono piccoli paesaggi incantati.
santa-augusta-verso-case-sassi
Oltre il bivio per Santa Augusta, via Sassi sale ancora, sterrata, puntando verso il borgo Case Sassi. Qui una veduta prima di raggiungere il Borgo.
santa-augusta-case-sassi
Borgo Case Sassi. In buona parte restaurato, costituisce un ottimo punto d’arrivo per una passeggiata alternativa alla solita salita a Santa Augusta.
santa-augusta-case-sassi-2
Un’altra piccola cartolina di Borgo Case Sassi. Molto ben tenuto, complimenti!
santa-augusta-paesaggio-sotto-costa-di-serravalle
Oltre il borgo Case Sassi, la piccola vallata ai piedi di Costa di Serravalle (sulla destra, nella foto), si stringe e s’inerpica rapidamente. Anche le nubi, altrettanto rapidamente, di addensano e tra breve formeranno un tetto basso e grigio sulla mia testa. Un tetto cupo, veloce e minaccioso.
santa-augusta-nubi-in-avvicinamento
Tetre, fredde, minacciose e rapide. Le nubi grigie cambiano rapidamente il tono della pedalata.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.