Vajont: i percorsi della memoria

Domenica 28 Settembre 2008

Ci siamo di nuovo anche quest’anno!

Non potevamo mancare alla mitica pedonata “I Percorsi della Memoria” di Longarone.

Lo scorso anno siamo partiti in 2 per mescolarci con gli oltre 2000 partecipanti.

Quest’anno invece siamo in 15 su un totale che pare abbia superato i 3700 partecipanti!

Sta crescendo! E’ una manifestazione che sta raggiungendo numeri assolutamente importanti … Forse anche troppo!

Complimeni all’organizzazione che anche quest’anno ha tenuto testa egregiamente alla notevole massa d’iscritti!

Come lo scorso anno, abbiamo scelto di partire per ultimi, con calma.

Preferiamo camminare e gustarci l’ambientazione speciale di questa manifestazione, senza intralciare chi corre o cammina con i tempi alla mano.

Qualcuno di noi avrebbe potuto affontare i 17 km di corsa, ma alla fine e’ partito a passo d’uomo (come si conviene agli amici del paletto) rinunciando ad una personale sfida per abbracciare invece un percorso carico di ricordi, significati e scorci tanto unici quanto inusualmente accessibili.

Anche per quest’anno, la parte piu’ singolare, imperdibile e magica rimane, a mio parere, la valle del Vajont.

Tutta la prima parte di sterrata a picco sul torrente, il mitico Ponte Tubo (mi chiedo veramente se sono solo io a chiamarlo cosi … Se ha un altro nome, fatemi sapere!) e le gallerie sulla parte opposta della gola, non possono che stregare il camminatore che ha il tempo di soffermarsi ad ammirarne le verticalita’ delle pareti di roccia.

Inutile nascondersi che nel transitare lungo questa stretta valle, si è facilmente portati ad immaginare la potenza delle acque che vi s’incunearono violentemente, in un attimo, in un’esplosione di drammatica forza devastante.

Anche il coronamento della diga e l’impressionante altezza della stessa, meritano ovviamente di essere citati.

In particolare la vista da Ponte Tubo lascia immancabilmente gli osservatori a bocca aperta, sconcertati di fronte alle dimensioni assollutamente “inumane” dell’opera ingegneristica e della valle naturale che la ospita.

Nient’altro lungo il percorso dei 17km ingenera tante emozioni e riflessioni, a saperle cogliere, ovviamente.

Certo la ripetizione dell’escursione a distanza di un anno affievolisce il gusto della scoperta, dell’ignoto dietro ogni curva e dentro ogni galleria, ma non toglie comunque spazio alle riflessioni ed alle immagini che la mente puo’ plasmare quando si resta a fissare le pareti di questa stretta ed angusta valle.

Il resto del tracciato e’, sebbene piu’ “normale”, comunque molto gradevole da camminare, specie il paesino di Casso e la successiva discesa in bosco verso Longarone.

Non e’ stato facile procedere uniti, 15 persone sono tante. L’andatura di ognuno e’ differente ed ogni singolo tende a fare pause piu’ o meno lunghe per prender fiato, per fare foto, per guardarsi intorno o per riflettere sui luoghi che si trova davanti agli occhi.

Nonostante alla fine ci siamo ritrovati a camminare a gruppi piu’ ridotti di 4 o 5 persone, ci siamo comunque diveriti tutti.

Chi prima e chi dopo (e chi usufruendo anche della navetta messa a disposizione dall’organizzazione) alla fine siamo arrivati tutti a destinazione.

Chi e’ arrivato con me, ha impiegato circa 5 ore e 25 … Un’eternita’ per fare 17 km, ma non ci siamo fatti mancare niente! ;O)

Alla fine, affamati, ci siamo ritrovati tutti all’interno della Fiera di Longarone dove, in contemporanea alla manifestazione “I Percorsi della Memoria”, si svolge l’Expo Dolomiti.

Proprio in uno dei padiglioni della fiera ci attendeva un tris di primi, caldo ed incluso nel prezzo, come incluso nel prezzo e’ pure il biglietto d’ingresso all’Expo Dolomiti.

A pranzo sbaffato, abbiamo approfittato per un giro tra gli stand di Expo Dolomiti, portandoci a casa anche qualche nuovo acessorio, viste le ottime occasioni offerte dall’Expo!

Non mi dilungo molto sulla descrizione del percorso di 17km, visto che il tracciato e’ lo stesso dello scorso anno (clicca qui per leggere la descrizione di Percorsi della Memoria 2007).

Vi lascio invece una serie di foto di quest’anno che integrano sicuramente quelle gia’ pubblicate nel 2007.

Una piccolissima nota di demerito per l’organizzazione, da prendere ovviamente con il dovuto umorismo: mancava il vino rosso!

Quest’anno ai ristori di Casso e Codissago non abbiamo trovato il buon bicchiere di rosso che ci era stato invece offerto l’anno scorso!

Naturalmente c’erano il tè caldo, il limone, ecc… Ma purtroppo lo scorso anno abbiamo trovato anche un bicchiere di vino rosso, e questo il Paletto non lo dimentica! ;O)

Scherzi a parte, un grazie di cuore a tutti! E complimenti ancora a tutta l’organizzazione ed ai volontari!

E tutti voi che vi siete spinti a leggere fino a quest’ultima riga… Non dimenticate di partecipare alla quarta edizione, nel 2009!

A presto!

Il Paletto: Un viaggio intorno al mondo che comincia, e si perpetua, come viaggio intorno a sé stessi.

DEPLIANT UFFICIALE EDIZIONE 2008
Vi allego qui il depliant in formato PDF reperito sul sito ufficiale della Proloco di Longarone. Il documento fa riferimento alla manifestazione del 28 settembre 2008 e differisce di poco o nulla rispetto a quello del 2007.

Depliant ufficiale “I Percorsi della Memoria 2008”

Eccoci, numero al petto e zaino in spalla, pronti per i 17 km!
Eccoci, numero al petto e zaino in spalla, pronti per i 17 km!
Le gallerie sul lato opposto della valle del Vajont. Passeremo presto all'interno di quelle gallerie dove gia' vediamo passare qualcuno.
Le gallerie sul lato opposto della valle del Vajont. Passeremo presto all’interno di quelle gallerie dove gia’ vediamo passare qualcuno.
Quest'oggi piu' di 3500 persone si sono incamminate su questo tracciato... Dove normalmente non e' permesso passare.
Quest’oggi piu’ di 3500 persone si sono incamminate su questo tracciato… Dove normalmente non e’ permesso passare.
Il torrente Vajont e la sua stretta e profonda gola. Sugli specchi d'acqua piu' grandi si riflettono le cime assolate.
Il torrente Vajont e la sua stretta e profonda gola. Sugli specchi d’acqua piu’ grandi si riflettono le cime assolate.
Ponte Tubo (ma lo chiamo cosi' solo io?!?), di sicuro uno dei punti piu' emozionanti dell'intero percorso.
Ponte Tubo (ma lo chiamo cosi’ solo io?!?), di sicuro uno dei punti piu’ emozionanti dell’intero percorso.
Ancora la gola del Vajont, vista da Ponte Tubo, nel punto dove i tre scarichi artificiali alimentano il torrente.
Ancora la gola del Vajont, vista da Ponte Tubo, nel punto dove i tre scarichi artificiali alimentano il torrente.
Il coronamento della diga visto da Ponte Tubo.
Il coronamento della diga visto da Ponte Tubo.
La folla che attraversa Ponte Tubo, fra ammirazione e curiosità.
La folla che attraversa Ponte Tubo, fra ammirazione e curiosità.
Ecco un gruppo di zombie che avanza ... OK, OK, si tratta solo di alcuni partecipandi alla pedonata.
Ecco un gruppo di zombie che avanza … OK, OK, si tratta solo di alcuni partecipandi alla pedonata.
Questa invece e' un'ambulanza che realmente e' dovuta intervenire, anche se non sappiamo esattamente il motivo.
Questa invece e’ un’ambulanza che realmente e’ dovuta intervenire, anche se non sappiamo esattamente il motivo.
Ecco una parte degli amici del Paletto, mentre si sale per bosco, verso la strada che da Longarone conduce su alla diga.
Ecco una parte degli amici del Paletto, mentre si sale per bosco, verso la strada che da Longarone conduce su alla diga.
Il coronamento della diga del Vajont. L'attraversamento avviene, come si puo' notare, in totale sicurezza.
Il coronamento della diga del Vajont. L’attraversamento avviene, come si puo’ notare, in totale sicurezza.
Il mitico ristoro, su a Casso. Purtroppo nessuna traccia di vino rosso quest'anno!
Il mitico ristoro, su a Casso. Purtroppo nessuna traccia di vino rosso quest’anno!

VIDEO SUI LUOGHI DEL VAJONT
Per chi e’ interessato a vedere alcuni video relativi alla diga del Vajont, Ponte Tubo ed il letto del torrente Vajont:


Marcia podistica sui luoghi del Vajont – vista della diga dal ponte tubo e gallerie ora chiuse al pubblico.
(di progettodighe.it)


Escursione alla diga del Vajont lungo la forra del torrente.
(di progettodighe.it)


La forra del Vajont a valle della diga con l’interno della galleria dove cade la cascata formata dallo scarico del lago residuo.
(di progettodighe.it)

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