Soverzene, Codissago e dintorni in mtb

1 Settembre 2007 – Fortogna, Soverzene, Codissago, Dogna.

Anche oggi, come mi sta capitando spesso in questo periodo, ho piu’ voglia di vedere che di faticare.

Cerco quindi qualcosa che si sviluppi pressoche’ in piano, ma che mi porti in zone o paesi poco battuti… da me, ovviamente!

Apro la cartina e lo sguardo ricade nuovamente in zona Fortogna, dove sono gia’ stato da poco.

Osservo una stradina che da La Pissa, a sud di Fortogna, seguendo la ferrovia si spinge verso Ponte del Bus e Pian di Vedoia.

Sulla carta sembra una stradina decisamente secondaria, poco trafficata e soprattutto pianeggiante… quel che cercavo!

Parto immediatamente, il resto del giro lo decidero’ al momento.

Lascio l’auto a La Pissa, Fortogna. Assemblo la mtb ed identifico immediatamente la stradina che ad est della ferrovia, mi portera’ a sud, verso Pian di Vedoia.

La strada e’ asfaltata, pianeggiante e praticamente parallela alla ferrovia. Sembra quasi abbandonata, deserta, tranquilla ed assolutamente invitante.

In breve arrivo al Pont Del Bus, che lasciamo sulla destra, e dove sopra scorre la ferrovia. Uno sguardo al torrente sottostante e via di nuovo a forzare sui pedali.

Pian di Vedoia appare subito dopo. E qui c’e’ da decidere se proseguire verso Polpet o invece attraversare il Piave per arrivare a Soverzene.

Mi fermo a verificare la carta ed una ragazza in mtb si accosta per chiedere informazioni. Parla inglese. Abboziamo un discorso a frasi brevi e subito mi spiega che il mattino e’ partita da Cortina ed ora deve arrivare un po dopo Feltre, passando per Belluno… non e’ messa male, ma ne ha fatta di strada oggi, ed ancora non e’ il caso di cantar vittoria!

Cerchiamo di capire per dove le conviene passare, diamo insieme uno sguardo alla carta e poi ci salutiamo. Che personaggio! Da sola, caricha di materiale per dormire etc… con solo una partenza ed una meta in mente. Wow! Respect!

Io procedo verso Soverzene, non ci son mai stato e a quanto pare vale la pena dare anche uno sguardo alla centrale ENEL.

Seguo parzialmente alcuni segnali che riportano il simbolo di una bicicletta e la dicitura “Lunga via delle dolomiti – Turismo in bicicletta – Itinerario 5”. Mai visti prima, ma evidentemente qualcuno qui ha organizzato qualcosa!

Poco prima di passare il ponte di Soverzene, lascio la strada asfaltata e mi butto sulla destra, dentro ad una zona semi boscosa, dove seguendo segnaletiche raggiungo un piccolo lago di Pesca, a pagamento. Do’ un’occhiatina in giro e con l’aiuto della cartina vedo che una strada dovrebbe portare da qui verso Polpet, tenendosi sul letto del Piave.

Ci provero’ un’altra volta, adesso e’ tempo di raggiungere Soverzene.

Riguadagno la strada e passo il ponte sul piave.

Dedico un quarto d’ora ad ammirare i sistemi di chiuse sul Piave e la Centrale Elettrica. Intanto diversi ciclo-turisti stranieri, in gruppi compatti, calcano il ponte per dirigersi poi verso sud.

Continuo passando il paese di Soverzene e risalendo il fiume Piave, su una strada che mi fa sfilare di fronte allo Spiz Gallina. Ancora gruppi di ciclo-turisti passano dirigenosi verso Belluno. Pare quasi che a praticare questo percorso vengano piu’ gli stranieri che gli italiani!

Giungo quindi anche a Provagna, che decido di attraversare nella sua parte piu’ elevata, a ridosso del Monte Toc. Dopo un paio di tornanti in salita, un breve tratto di sterrato in discesa mi guida fino al centro del paesino, concedendo per qualche centinaio di metri un terreno un po piu’ fresco ai miai pneumatici.

La pedalata prosegue verso Dogna e poi ancor piu’ a nord verso Codissago. Qui si passa il ponte sul Vajont, che sempre merita una sosta ed un minuto di riflessione.

A Codissago riattraverso il Piave su Ponte Malcom ed inizio a discendere verso Fortogna, prima attraverso la zona dello stadio e della Fiera di Longarone, poi un po’ oltre attraverso la zona industriale.

Terminata la zona industriale, passo sotto alla statale 51 e mi porto sul retro di un ristorante, dove una scalinata risale il pendio e s’infila sotto alla ferrovia.

Percorro l’intera scalinata, bici in spalla, incuriosito ed infreddolito. Mi ritrovo sotto ad una pioggerellina particolarmente fresca che abbassa subito le temperature.

Per fortuna la fine della scalinata non tarda troppo ad arrivare. Ho raggiunto un piccolo borghetto, dove una delle case ha i balconi adorni di simpatici cuori in legno.

Un paio di minuti per riprendere fiato e via di nuovo verso sud.

Passo in velocita’ Fae’, sfruttando la lieve discesa.

Percorro anche il guado sul Desedan e successivamente tutta Fortogna, fino a La Pissa, dove la mia auto, aciutta, mi attende!

Tirando le somme, ho percorso soltanto una trentina di kilometri, tendenzialemnte in piano, senza nessuno sforzo particolare.

Possiamo definirla una gitarella, dal punto di vista agonistico.

In realta’ in soli 30 km scarsi, ho passato una serie di paesi che solitamente restano fuori dalle traiettorie turistiche, e che conservano ancora un po il fascino dei paesi veri, con le fontane enormi che sembrano piu’ che altro vecchi abbeveratoi, con campanili e chiese che non hanno nessun’altra pretesa che svolgere la loro funzione di base.

Paesi che non se la tirano, che non si mascherano per i turisti. Veri in quel senso.

Che non chiedono e non imbrogliano.

A Pian di Vedoia il percorso continua a seguire la ferrovia, ma con un certo... gusto!!!
A Pian di Vedoia il percorso continua a seguire la ferrovia, ma con un certo… gusto!!!
Passato il ponte sul fiume Piave, si possono ammirare le chiuse sul fiume, ai piedi della Centrale ENEL di Soverzene.
Passato il ponte sul fiume Piave, si possono ammirare le chiuse sul fiume, ai piedi della Centrale ENEL di Soverzene.
Splendido esempio di marketing montano a Soverzene ... Si tratta di un bagno chimico, ovviamente!
Splendido esempio di marketing montano a Soverzene … Si tratta di un bagno chimico, ovviamente!
Splendido scorcio sullo Spiz Gallina, al bivio per l'omonima Val Gallina.
Splendido scorcio sullo Spiz Gallina, al bivio per l’omonima Val Gallina.
Il torrente Vajont, visto dal ponte sulla strada tra Dogna e Codissago.
Il torrente Vajont, visto dal ponte sulla strada tra Dogna e Codissago.
Sulla via del rientro. Salendo la scalinata si raggiunge il piccolo Borgo, a nord di Fae'.
Sulla via del rientro. Salendo la scalinata si raggiunge il piccolo Borgo, a nord di Fae’.

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