27 km tra Italia e Austria: traversata solitaria sulle Alpi Carniche con annessa Ferrata Cuestalta (2.100m D+)

Ci sono giornate in montagna in cui non serve parlare. Ci sono giornate in cui l’unica cosa che conta è il ritmo del proprio passo, il suono degli scarponi sui sassi, il vento sulle creste e il click metallico dei moschettoni che si agganciano al cavo di sicurezza.

Questa è la storia del mio ultimo grande giro ad anello nelle Alpi Carniche: un’escursione solitaria ed intensa di quasi 27 chilometri e 2.100 metri di dislivello positivo, a cavallo tra il Friuli-Venezia Giulia e la Carinzia (Austria), con il suo punto culminante sulla Via Ferrata Cuestalta (Hoher Trieb).

Scheda tecnica dell’itinerario

  • Partenza / arrivo: Timau di Paluzza (UD)
  • Distanza totale: 26,7 km
  • Dislivello positivo (D+): 2.089 m
  • Tempo di percorrenza: 9 ore circa
  • Difficoltà: EEA (Escursionisti Esperti con Attrezzatura da Ferrata)
  • Punti d’appoggio: malga Pramosio, rifugio Fabiani, Zollnersee Hütte, casera Pramosio Alta
  • Attrezzatura necessaria: kit da ferrata completo (imbrago, dissipatore, casco), abbondante scorta d’acqua, calzature da trekking mediamente strutturate.

1. La partenza all’alba da Timau e la salita alla Sella di Creta Rossa

La mia avventura comincia di buon mattino a Timau, frazione di Paluzza. L’aria è frizzante e il silenzio del bosco di Pramosio mi accoglie mentre guadagno rapidamente quota. Il primo tratto, lungo il ripido sentiero delle portatrici carniche, scalda già bene le gambe. Superata Malga Pramosio, il percorso sale con pendenze costanti verso la Sella Cercevesa e la Sella di Creta Rossa.

In solitaria sotto un sole battente, la percezione della natura si amplifica. Ogni respiro si sincronizza con la salita, e la stanchezza fisica lascia subito il posto alla concentrazione. La vista inizia ad aprirsi sulle pareti calcaree tipiche di questo settore delle Alpi Carniche, un territorio ricco di storia e di confine.

2. Sconfinamento in Austria: dal rifugio Fabiani alla Zollnersee Hütte

Dalla Sella di Creta Rossa mi dirigo verso il Rifugio Fabiani, per poi puntare dritto sul ripido sentiero che porta al Passo Pecòl di Chiàula. Qui la geografia cambia pelle e mi ritrovo a varcare il confine di Stato, entrando in territorio austriaco.

La discesa verso la Zollnersee Hütte regala un momento di respiro. Il paesaggio austriaco mi accoglie con i suoi pascoli verdi e l’atmosfera rilassata del rifugio. Una breve pausa per mangiare qualcosa, poi è tempo di guardare in alto: la parete della Cuestalta mi sta aspettando.

3. Punta Medatte e la Ferrata Cuestalta (Hoher Trieb)

Dalla Zollnersee Hütte ricomincio a salire in direzione della Punta Medatte. L’ambiente si fa via via più severo e minerale. È il momento di indossare l’imbrago, allacciare il casco e preparare il kit da ferrata.

La Via Ferrata Cuestalta (conosciuta in Austria come Klettersteig Hoher Trieb) è un gioiello: divertente, ben attrezzata e mai banale, arrampica lungo creste rocciose ed esposte offrendo panorami a 360 gradi che spaziano dall’Austria alle vette italiane.

Il metallo dei moschettoni che scorrono sul cavo d’acciaio è l’unica colonna sonora della salita. Passo dopo passo, la concentrazione è massima. Guadagno la cima del Monte Cuestalta (2.198 m). Trovarsi lassù da soli, con il vento ad alta quota come unico compagno, ripaga di ogni singolo metro di dislivello accumulato nelle gambe.

4. Il rientro: Passo Pramosio e il ritorno a Timau

Dalla vetta inizia la lunga fase di rientro, tutto su creste erbose a cavallo tra Italia e Austria. Scendo verso il Passo Pramosio superando ruderi di fortificazioni della Grande Guerra, poi devio verso il faticoso tratto che porta a Casera Pramosio Alta e lago Avostanis, prima di tuffarmi nell’ultima discesa che mi riporterà a Timau.

Mentre muovo gli ultimi passi verso l’auto, la fatica lascia spazio solo alla gratitudine per aver vissuto un’immersione così profonda, selvaggia e autentica nella natura delle nostre montagne.

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