Ferrata Senza Confini al Cellon: tra Italia, Austria e storia sulle Alpi Carniche

Ci sono itinerari che valgono non solo per la bellezza della salita, ma per tutto quello che incontrano lungo il percorso. La Ferrata Senza Confini al Cellon, sopra il Passo di Monte Croce Carnico, è uno di questi: una via impegnativa e molto panoramica, sviluppata a cavallo tra Italia e Austria, in un ambiente dove alle pareti rocciose delle Alpi Carniche si affiancano continuamente le testimonianze della Grande Guerra.

Questa volta non sono solo: siamo in quattro e partiamo dal Passo di Monte Croce Carnico, a circa 1.360 metri, pronti per un giro ad anello di circa cinque ore e mezza e quasi 900 metri di dislivello. La meta è la Creta di Collinetta, o Cellon, che raggiunge i 2.238 metri, raggiungibile tramite l’esposta Ferrata Senza Confini.

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Alpago: sentieri tra lago e montagna, per ogni passo

La parte piu' caratteristica del lungolago alpagotto, tra localita' Poiatte e la spiaggia di Farra d'Alpago.

Collocato nella conca in provincia di Belluno, stretta tra le Prealpi e le propaggini meridionali delle Dolomiti, l’Alpago si offre all’escursionista come un territorio di sorprendente varietà, dove l’elemento alpino si fonde con la dolcezza del grande Lago di Santa Croce. Questa peculiarità geografica rende l’area un palcoscenico ideale per un’ampia gamma di attività all’aria aperta, con sentieri che soddisfano ogni livello di preparazione.

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Il Cansiglio: Un Paradiso per gli Escursionisti tra Storia e Natura

Sottobosco muschioso lungo il sentiero A, nel tratto tra Cornesega Bassa e Piano di Valmenera.


Adagiato tra le province di Treviso, Belluno e Pordenone, l’Altopiano del Cansiglio si presenta come una vasta oasi verde, la seconda foresta più grande d’Italia, un vero e proprio paradiso per gli amanti dell’escursionismo, intriso di storia e peculiarità naturali uniche. Con i suoi circa 7000 ettari di bosco, offre una rete di sentieri che si snodano attraverso paesaggi diversificati, capaci di incantare in ogni stagione.

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Passo San Boldo

La discesa, con mtb in spalla, lungo il sentiero CAI 990 e' impegnativa, a volte esposta, ma decisamente accattivante! Sul fondovalle si notano i primi tornati che su asfalto conducono al Passo San Boldo.

Il Passo San Boldo (702 m), punto di confine tra le province di Treviso e Belluno, è un valico di grande interesse non solo naturalistico ed escursionistico, ma anche storico. La sua importanza nel corso dei secoli è testimoniata dalla presenza di antichi tracciati e, soprattutto, dalla realizzazione di una strada che porta i segni indelebili della Prima Guerra Mondiale.

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Salita a La Pèra (Croda del Pravadof) e rientro per il Toresel

La Pèra maestosa

16 Febbraio 2025 – Salita a La Pèra (Croda del Pravadof, 1147m) da Piazza Tovena, lungo il 1031, e rientro lungo il Toresel e lo Zilli. Anello di circa 5 ore e 850 metri di dislivello.

Oggi voglio riprendere un sentiero che ho fatto solo in discesa, con la bicicletta in spalla, un sacco di anni fa: il segnavia 1031 che da Tovena porta su, sopra Passo San Boldo. Ma niente bici oggi, solo bacchette e scarponi.

Lasciamo l’auto a Tovena, in piazza, e da qui c’incamminiamo a piedi lungo la strada asfaltata che porta alle gallerie del San Boldo. Qualche centinaio di metri prima che inizino i tornanti, sul lato destro della strada c’è una vecchia fontana con vasca.

Dalla fontana inizia il sentiero 1031, che inizialmente si muove sul letto del torrente Grave per qualche centinaio di metri, fino a deviare poi decisamente verso destra dove si lascia il torrente e si sale in bosco.

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