6 settembre 2026 – Ci sono itinerari che riescono a concentrare in una sola giornata tutto quello che cerco in montagna: avvicinamenti panoramici, pareti verticali, passaggi attrezzati, cime da raggiungere con un po’ di fatica e creste selvagge che mettono alla prova anche durante il rientro.
L’anello che parte poco sotto Passo Pramollo, nelle Alpi Carniche, è proprio uno di questi. Si parte dalla vecchia caserma della Guardia di Finanza “Marta e Laritti” per raggiungere Baita Winkel, salire verso Sella di Madrizze e affrontare la Ferrata dell’Amicizia alla Torre Clampil. La giornata prosegue con la Ferrata Contin fino al Monte Cavallo, per poi chiudere il giro lungo l’Alta Via CAI Pontebba.
Un itinerario vario e completo, che alterna sentieri escursionistici, ghiaioni, roccia attrezzata ed esposti tratti di cresta. I numeri raccontano già una bella giornata: circa 11 chilometri di sviluppo e 900 metri di dislivello positivo. Ma il dato più importante è forse un altro: qui, oltre a una buona preparazione fisica, servono esperienza sulle ferrate, passo sicuro e familiarità con i passaggi alpinistici non sempre attrezzati.
Scheda tecnica
- Partenza e arrivo: parcheggio presso l’ex caserma della Guardia di Finanza “Marta e Laritti”, Passo Pramollo, Pontebba (UD)
- Quota di partenza: circa 1.450 m
- Punti principali: Baita Winkel, Sella di Madrizze, Torre Clampil, Monte Cavallo, Creta di Pricot, Sella della Pridola
- Quota massima: circa 2.250 m, alla Creta di Pricot
- Distanza totale: circa 11 km
- Dislivello positivo: circa 900 m
- Tempo di percorrenza: circa 6h, indicativo e variabile in base alle soste e al ritmo
- Difficoltà: EEA, con tratti alpinistici impegnativi lungo l’Alta Via CAI Pontebba
- Attrezzatura: casco, imbrago, kit da ferrata con dissipatore, guanti da ferrata, scarponi da trekking e cartografia o GPS
- Periodo consigliato: con condizioni estive stabili, assenza di neve e roccia asciutta
Da Passo Pramollo a Baita Winkel
Dopo aver lasciato l’auto nel parcheggio situato poco prima di Passo Pramollo, accanto alla vecchia caserma della Guardia di Finanza, l’itinerario prende il via a circa 1.450 metri di quota, sul versante friulano di questo valico che collega l’Italia all’Austria.
Il primo tratto del percorso è relativamente tranquillo. Il sentiero CAI 433 si sviluppa su una strada sterrata attraverso il bosco, con qualche saliscendi che permette di entrare gradualmente nel ritmo della giornata.
Dopo circa un chilometro si raggiunge Baita Winkel, in prossimità del Rio Winkel. La baita è un punto di riferimento importante per chi frequenta questa zona: da qui si diramano diversi percorsi diretti verso le torri rocciose e le cime che dominano la valle.

È solo l’inizio dell’escursione, ma basta alzare lo sguardo per intuire che la parte più interessante della giornata attende gli escursionisti decisamente più in alto. Le pareti della Torre Clampil e della Torre Winkel si fanno notare in lontananza con il loro profilo roccioso, mentre il Monte Cavallo rappresenta l’obiettivo principale della seconda ferrata.
Da Baita Winkel il percorso prosegue verso Sella di Madrizze, entrando progressivamente in un ambiente più aperto e montano. Il bosco lascia spazio a pendii erbosi, rocce e visuali più ampie sulle montagne circostanti.

È uno di quei passaggi in cui il carattere dell’escursione cambia: si guadagna quota, il terreno diventa più severo e l’attenzione comincia a spostarsi sul percorso da affrontare. Davanti si presentano due ferrate molto diverse tra loro, ma entrambe inserite in un contesto alpino di grande fascino.

La Ferrata dell’Amicizia alla Torre Clampil
La prima vera sfida della giornata è la Ferrata dell’Amicizia alla Torre Clampil, una via classificata come molto difficile e che non va sottovalutata. Basta osservare lo sviluppo della parete per capire che non si tratta di un semplice sentiero attrezzato.
La Torre Clampil raggiunge circa 2.078 metri e la ferrata risale la sua parete nord, alternando tratti verticali, placche, traversi esposti e passaggi nei quali la progressione diventa decisamente atletica.
Dopo aver indossato il kit da ferrata e controllato l’attrezzatura, ha inizio la salita. I primi metri consentono di prendere confidenza con la roccia e con le attrezzature, ma la via mostra presto il suo carattere: qui non basta agganciarsi al cavo e tirare verso l’alto. È importante cercare gli appoggi naturali, utilizzare bene i piedi e dosare le energie.

La ferrata è suddivisa in tre settori di difficoltà crescente. Nella prima parte si alternano rampe e tratti verticali, con alcuni passaggi che richiedono già attenzione per via dell’esposizione. I terrazzini detritici offrono qualche breve occasione per fermarsi, riprendere fiato e osservare il tratto successivo.

Poi la parete diventa più severa. Si affrontano placche più lisce, traversi diagonali e passaggi in cui è necessario trovare la posizione migliore per progredire senza affaticare inutilmente le braccia.

Ma è soprattutto nella parte finale che la Ferrata dell’Amicizia mostra il suo lato più impegnativo. La roccia si fa strapiombante in alcuni punti e la progressione è facilitata da staffe, maniglie e pioli metallici. Gli appigli artificiali aiutano, ma non eliminano lo sforzo: occorrono coordinazione, forza e capacità di gestire l’esposizione.

Pochi minuti di cammino separano l’uscita della ferrata dalla vetta della Torre Clampil. Una volta raggiunta la cima, il panorama ripaga ampiamente la fatica: lo sguardo corre sulle cime delle Alpi Carniche e sul vicino Monte Cavallo, meta della seconda parte della salita.


Dalla Torre Clampil alla Ferrata Contin
Lasciata la Torre Clampil, il percorso scende verso la forcella che separa le torri rocciose della zona. Qui il terreno rimane severo ed è necessario continuare a prestare attenzione ai passaggi, senza lasciarsi ingannare dal fatto di aver già superato la ferrata più difficile.

Il collegamento con il percorso della Ferrata Contin permette di proseguire in direzione del Monte Cavallo, entrando in una sezione dell’itinerario dal carattere differente.
La Contin è, infatti, meno atletica rispetto alla Ferrata dell’Amicizia. La difficoltà viene generalmente classificata come moderata, ma l’ambiente resta alpino e la salita richiede comunque attenzione, soprattutto nei tratti in cui la pendenza aumenta o il terreno alterna roccia ed erba.

La via si sviluppa inizialmente lungo un canalone roccioso, con gradoni naturali e brevi balzi attrezzati. Lungo la salita si alternano tratti attrezzati e brevi sezioni su sentiero. Le attrezzature accompagnano i passaggi più ripidi o esposti, mentre la traccia continua a guadagnare quota verso i prati sommitali del Monte Cavallo.

È una progressione piacevole, che permette di concentrarsi maggiormente sull’ambiente circostante. Le pareti rocciose, i pendii erbosi e le cime vicine compongono un paesaggio tipicamente carnico, dove la montagna conserva ancora un aspetto aspro e poco addomesticato.

La vetta del Monte Cavallo
Il Monte Cavallo di Pontebba, conosciuto anche con il nome tedesco di Rosskofel, raggiunge circa 2.240 metri di quota ed è uno dei punti panoramici più interessanti della zona di Passo Pramollo.

La vetta è caratterizzata da un cippo e da una campana, elementi che rendono immediatamente riconoscibile il punto culminante.

Dopo la salita della Torre Clampil e il percorso della Ferrata Contin, arrivare fin quassù significa concedersi finalmente una pausa. È il momento ideale per bere qualcosa, fare uno spuntino e godersi il panorama prima di affrontare l’ultima parte dell’anello.
Il rientro, infatti, segue l’Alta Via CAI Pontebba, un percorso di cresta che rende l’itinerario decisamente più impegnativo rispetto a una normale discesa escursionistica.
Il rientro lungo l’Alta Via CAI Pontebba, Creta di Pricot e Sella della Pridola
Dalla vetta del Monte Cavallo il percorso si dirige verso sud-est, seguendo il tracciato dell’Alta Via CAI Pontebba. E qui cambia nuovamente il carattere dell’escursione, che diventa più selvaggia e le capacità di leggere il terreno e mantenere un passo sicuro diventano fondamentali.

L’Alta Via attraversa tratti di cresta più o meno ampi, alternando brevi passaggi su roccia, traversi esposti e discese lungo canalini ripidi. In alcuni punti bisogna aiutarsi con le mani per superare passaggi di arrampicata facile, fino al secondo grado, che non sono protetti da attrezzature fisse.


Anche la segnaletica richiede attenzione: i riferimenti possono essere radi o sbiaditi e non sempre la linea del percorso risulta immediatamente evidente. È importante procedere con calma, controllare la traccia e non improvvisare varianti, soprattutto nei tratti più esposti.


L’ambiente, però, è straordinario. Questa parte dell’itinerario restituisce una sensazione di montagna più isolata, dove la via segue le forme naturali della montagna e costringe a rimanere concentrati su ogni passaggio.

Proseguendo lungo l’Alta Via si raggiunge la zona della Creta di Pricot, che supera di poco i 2.250 metri di quota. Il panorama cambia continuamente e, voltandosi, è possibile ripercorrere con lo sguardo la linea delle montagne appena attraversate.

È una parte del giro che un po’ si fa sentire nelle gambe, soprattutto dopo aver già affrontato due ferrate. Le distanze non sono enormi, ma il terreno accidentato rende la progressione più lenta di quanto ci si potrebbe aspettare osservando una semplice traccia GPS.

Dalla Creta di Pricot il percorso continua lungo la cresta, perdendo gradualmente quota verso Sella della Pridola, a circa 1.640 metri. La discesa comprende ancora tratti ripidi e canalini nei quali è necessario mantenere la massima attenzione.

Raggiunta la sella, la parte più alpinistica dell’anello è finalmente alle spalle. Da qui si scende verso Baita Winkel, ritrovando progressivamente il sentiero che riconduce al punto di partenza.
Il ritorno al parcheggio e le impressioni finali
Una volta raggiunta Baita Winkel, il percorso si ricongiunge con il tratto iniziale e la sterrata viene ripercorsa a ritroso fino al parcheggio presso la vecchia caserma della Guardia di Finanza.
Si chiude così un anello di circa 11 chilometri e 900 metri di dislivello positivo, con due ferrate, due cime e un rientro lungo una cresta che merita di essere affrontata con il giusto rispetto.
È un itinerario particolarmente interessante perché non propone una sola difficoltà da superare, ma combina esperienze diverse. La Ferrata dell’Amicizia alla Torre Clampil richiede forza e capacità di gestire passaggi verticali e strapiombanti; la Ferrata Contin aggiunge una bella salita attrezzata in un ambiente suggestivo; l’Alta Via CAI Pontebba completa il giro con un percorso più selvaggio e alpinistico.
Questo itinerario è consigliato a chi possiede già una buona esperienza sulle vie ferrate e si muove con sicurezza sui passaggi su roccia, anche quando mancano le attrezzature. Non è invece adatto a chi è alle prime armi o cerca un’escursione da affrontare senza una particolare esperienza alpinistica.
Le difficoltà dell’Alta Via, in particolare, non devono essere sottovalutate: alcuni tratti sono esposti, la segnaletica può essere poco evidente e le discese nei canalini richiedono un passo fermo. Per affrontare questo anello è fondamentale scegliere una giornata con condizioni meteo stabili, trovare la roccia asciutta e verificare preventivamente lo stato del percorso.
Al termine rimane la soddisfazione di aver completato un giro vario e intenso, in una delle zone più interessanti delle Alpi Carniche. Qui le ferrate non sono semplicemente un modo per raggiungere una cima, ma diventano parte di un itinerario più ampio, nel quale ogni tratto aggiunge qualcosa all’esperienza.
Ed è forse proprio questo il bello di escursioni come questa: non fermarsi alla vetta, ma costruire un’intera giornata attorno alla montagna, attraversandola da prospettive diverse e tornando a casa con la sensazione di aver vissuto qualcosa di più di una semplice salita.
Link utili
- Relazioni su Ferrate365:
- Ferrata Torre Clampil: https://www.ferrate365.it/vie-ferrate/ferrata-amicizia-torre-clampil/
- Ferrata Contin al Monte Cavallo: https://www.ferrate365.it/vie-ferrate/ferrata-contin-monte-cavallo/
- Traccia GPS su Bergfex: https://www.bergfex.at/mybergfex/activities/activity/f79d2210f4499c49d8c1be218a1ade77
- Video dell’itinerario: https://youtu.be/ZO1vEGKWafI
