Escursione alle sorgenti dell’Isonzo (Slovenia)

17 Agosto 2007 – Escursione alle sorgenti dell’Isonzo (Slovenia).

Ecco nuovamente il Paletto fuori Italia, ma non di molto.

Ci dedichiamo oggi ad una mini escursione in Slovenia, nell’alta valle dell’Isonzo.

Più precisamente, fissiamo il campo base a Bovec e ci dedichiamo all’esplorazione della zona circostante.

Quale campo base?!? Beh… Ok, il campo base è semplicemente una stanza con bagno, in centro a Bovec, ma a noi piace pensarlo come una sorta di “campo base”.

Intorno a Bovec le possibilità sono molteplici.

Tanto per citarne alcune, farò due o tre nomi che non dovrebbero suonare troppo nuovi alle vostre orecchie: il Monte Canin, la Riserva del Triglav, il torrente Isonzo.
Assolutamente da non scordare sono anche le fortificazioni ed i luoghi della prima guerra mondiale, durante la quale, la zona è stata aspro teatro di scontri. Caporetto è a meno di 20 km da qui.

Ma per oggi sarà l’Isonzo il nostro amico tutto da scoprire ed esplorare, su, fino alle sue sorgenti!

Iniziamo col dire che qui il nome dell’Isonzo si scrive quasi come Soca, aggiungendo sulla “c” un piccolo accento a forma di “v”. Provo a scriverlo ma non so se il browser lo visualizzerà correttamente: Soca.

Si scrive Soca e si dovrebbe leggere qualcosa come “Socia”.

Partiamo in auto da Bovec risalendo il Soca, o Isonzo, lungo la strada che da Bovec si spinge verso il Passo Moistrocca (Vršic), che poi volendo scende a Kraniska Gora.

Fin da subito si nota l’Isonzo scorrere accanto alla strada.

Prima sosta dopo 10 minuti circa, per attraversare uno dei numerosi ponti in legno che qui consentono a pedoni e bici di raggiungere la sponda opposta.

Iniziamo a godere del verde smeraldo delle acque, del fresco che le accompagna, delle fini ghiaie e sabbie che si depositano lungo le rive.

Ripartiamo e ci spingiamo verso il paesino di Soca (Sonzia in italiano). Si, in sloveno si chiama proprio come il fiume!

Appena passato l’abitato di Soca, deviamo a destra su una laterale asfaltata che quasi subito oltrepassa l’Isonzo.

Lasciamo l’auto e ci avviciniamo a piedi al breve ponte. Sul ponte ci fermiamo e semplicemente guardiamo in giù… Un’esperienza da non perdere. Qui l’Isonzo si è scavato una strettissima gola verticale e vi scorre placido e carico d’acqua trasparente.

A monte la gola si stringe quasi a chiudersi, a valle si allarga a singhiozzo, creando sensazionali giri d’acqua. Un breve sentiero permette di proseguire verso valle per rubare qualche altro scorcio di un intenso verde smeraldo.
Assolutamente da non perdere!

Ripartiamo, riguadagniamo la strada principale e risaliamo la val Trenta, oltrepassando l’abitato di Trenta e Pricerkvi.

Questo tratto consente rilassanti pause lungo la strada, su panche posizionate a pochi metri dal torrente, ottime per pranzare ma anche per un pisolino ristoratore, cullati dal fruscio continuo delle acque.

Poco dopo Pricerkvi, la strada inizia a salire. Giusto prima di iniziare una lunga teoria di tornanti, prendiamo, sulla sinistra, la strada per Zapodnem.

La stradina, asfaltata, ci conduce dopo un paio di chilometri (stimati un po a spanne) ad un piccolo bar con parcheggio, il nostro parcheggio!!!

Lasciamo l’auto e diamo un’occhiata in giro. Siamo vicini alle sorgenti dell’Isonzo, un piccolo cartello, posizionato nel parcheggio, c’invita a passare di fianco al bar ed indica le sorgenti a circa 15 minuti di distanza.

Beh, mi pare ottimo! C’incamminiamo subito.

Non siamo soli. Altri gruppi, famiglie, bimbi ed anziani salgono con noi. Non sarà un’escursione impegnativa.

Invece a ben vedere, piano piano la pendenza aumenta, compaiono alcune brevi corde fisse in acciaio e fa capolino anche qualche gradino artificiale, in legno.

Sembrano misure un po eccessive, ma in effetti consentono a tutti di avvicinarsi alla fine del percorso.

Si, ho detto avvicinarsi. La parte finale è infatti un pochino più complicata della precedente. L’esposizione è maggiore e qui in effetti le corde fisse non sono più un eccesso di prudenza, divengono assolutamente utili, considerato anche il traffico sostenuto che a singhiozzo popola il sentiero.

Gli ultimi metri, mani sulle corde e piedi sulla roccia, conducono all’imboccatura di una grotta, una semplice fenditura nella roccia.

Ci avviciniamo, siamo di fronte ad un’imboccatura di circa un metro di larghezza per un metro e mezzo di altezza. Guardiamo dentro, attorniati dal fresco umido che ne esce.

Meraviglia! Altro non saprei aggiungere per descrivere quel che vedo.

La grotta contiene acqua, un’acqua così pura, fresca e trasparente da lasciare senza fiato. Difficile quasi definire esattamente dove sia il livello dell’acqua sulla roccia che la contiene.

La trasparenza è tale che possiamo vedere il fondo della grotta sprofondare per metri, senza fine, fin dove la luce non è più sufficiente a farci percepire alcun dettaglio.

Sono rimasto talmente ammaliato dalla sorgente che son dovuto tornare ad osservarla nuovamente prima di scendere.

Era difficile credere che la montagna potesse custodire veramente un tale tesoro.

Scendiamo per lo stesso tracciato.

Rientriamo al parcheggio e sostiamo al bar-trattoria. Ci prendiamo un’ottima zuppa all’orzo, che però ha pure un bel po’ di altre verdure che gli tengono compagnia.
Ottima!

Adesso si scende nuovamente per la val Trenta, è proprio giunta l’ora di provare una di quelle belle panche in riva all’Isonzo!

Un sorso di Pivo Lašco (la mia preferita!), un’occhiatina all’acqua che scorre, due chiacchiere, uno sbadiglio, appallottolo un asciugamano a mo di cuscino, mi sdraio… Buona dormita!

… e buon Isonzo a tutti!

L'acqua dell'Isonzo, di un verde smeraldo da paura!!!
L’acqua dell’Isonzo, di un verde smeraldo da paura!!!
L'Isonzo, placido sul fondo di una delle gole che si e' scavato negli anni. Si intravvedono anche alcune trote. Non fatevi ingannare dalla trasparenza, qui ci sono metri d'acqua, non pochi centimetri!
L’Isonzo, placido sul fondo di una delle gole che si è scavato negli anni. Si intravvedono anche alcune trote. Non fatevi ingannare dalla trasparenza, qui ci sono metri d’acqua, non pochi centimetri!
Si inizia qui, dietro al piccolo bar-trattoria, la breve escursione alle sorgenti dell'Isonzo.
Si inizia qui, dietro al piccolo bar-trattoria, la breve escursione alle sorgenti dell’Isonzo.
Alcune funi fisse (acciaio) lungo il sentiero attrezzato. Qui siamo praticamente di fronte alla grotta della sorgente.
Alcune funi fisse (acciaio) lungo il sentiero attrezzato. Qui siamo praticamente di fronte alla grotta della sorgente.
La grotta della sorgente dell'Isonzo. Difficile percepire dove il pelo dell'acqua lambisce la roccia circostante. Assolutamente da vedere!
La grotta della sorgente dell’Isonzo. Difficile percepire dove il pelo dell’acqua lambisce la roccia circostante. Assolutamente da vedere!
Ecco le prime traccie di Isonzo. Qui, a meno di dieci metri dalla grotta, le acque dell'Isonzo iniziano a vedere la luce. Da qui sara' un viaggio tutto in discesa... Si comincia!!!
Ecco le prime traccie di Isonzo. Qui, a meno di dieci metri dalla grotta, le acque dell’Isonzo iniziano a vedere la luce. Da qui sarà un viaggio tutto in discesa… Si comincia!!!
Anche per noi e' il momento di scendere alla trattoria (Gostilna) per una zuppa calda.
Anche per noi è il momento di scendere alla trattoria (Gostilna) per una zuppa calda.
Ed eccoci anche al momento del relax. Il mio cuscino e' gia' pronto sulla panca libera. Scatto "sta foto" e poi mi lascio cullare dal fruscio dell'Isonzo, a due metri dal mio improvvisato giaciglio!
Ed eccoci anche al momento del relax. Il mio cuscino è già pronto sulla panca libera. Scatto “sta foto” e poi mi lascio cullare dal fruscio dell’Isonzo, a due metri dal mio improvvisato giaciglio!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.